domenica 13 maggio 2012
Cornetti e altri affari
"Signo', adesso comprateje un ber cornetto". Io la signora Paola avrei voluto abbracciarla, baciarla e dirle GRAZIE. Perché nell'indicazione data a mia madre, uscendo dall'atelier, c'erano i risultati di tutti gli sforzi in palestra, delle rinunce a tavola, dei no a (qualche) dolce o gelato. Insomma, dopo un paio di mesi dalla scelta, l'abito mi entra alla perfezione. E' il mio, non ce n'è. Emozionante, riprovarlo, pensare che manca un mese. Iniziare già a decidere dove poterlo tenere un paio di giorni -dal ritiro al grande giorno -. Per consolarci, io e mia madre - tanto il vestito mi sta - ci siamo suonate un panino e mezzo a testa da Duecento gradi (piazza Risorgimento, chi legge e vive a Roma o dintorni, vada. Di corsa): il primo, pesce spada affumicato, rucola, limone e pepe e il secondo (a metà...) mozzarella e nutella. Vorrei sposarmi ogni anno.
Ma comunque. A meno di un mese è tutto pronto. Ultimi pochi giri e ci siamo. L'ansia aumenta, la notte dormo pochino e maluccio. Non riesco a capire come sarà quel giorno. Lo immagino in mille modi, sempre diversi. Ma tutti mi tolgono il fiato dall'emozione.
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