martedì 10 gennaio 2012

Say yes to the dress

'Abito da sposa cercasi' oppure 'Say yes to the dress' è una trasmissione in onda su Real Time ambientata nell'immenso atelier di Kleinfeld a New York. In pratica, una squadra di venditrici è tutto il giorno alle prese con queste future spose e le loro scatenatissime madri-sorelle-amiche-suocere. Di trasmissioni che si occupano di matrimonio ce ne sono una quantità paurosa, addiruttura sulla piattaforma Sky c'è il canale "Wedding tv". Ma questo è particolare, perché riprende il dramma di tutte le spose: la scelta del vestito.
Io ancora non ho iniziato il giro vorticoso della prova vestito - e la mia amica Rossella che si è appassionata ad Abito da sposa cercasi mi ha fatto notare come io sia in ritardo... - ma vedendo quel che accade da Kleinfeld ho un po' paura. Delle altre, però. Queste ragazze arrivano spesso da città lontane da Nyc, sarà la stanchezza o l'esasperazione ma sono isteriche. Alcune proprio fuori di testa. Chiedono una certa tipologia di abito ma poi si sciolgono in lacrime davanti a un modello che non c'entra un fico secco con la loro idea. Comprano abito un anno prima del matrimonio (UN ANNO PRIMA) e quando lo vanno a ritirare non gli piace più e lo vogliono cambiare. Guai a far notare loro che quel modello non è più in vendita e non può essere reso. Si trasmorano in tigri della Malesia, pronte a sbranare in un sol colpo chi si mette tra loro e l'abito dei loro sogni. Vedi pizzi, veli, sete, paillet, ricami, scolli vertiginosi, strascichi. Spesso hanno budget da capogiro - la più sfigata sgancia 6,7mila dollari - e quasi sempre cercano l'approvazione dello stuolo di madri-sorelle-amiche-suocere che si sono portate dietro.

Una che mi è rimasta particolarmente impressa è stata una giovane americana di origini greche. Aveva visto un abito (che a me faceva un po' schifo, giallino con una cascata di paillet e perline, pizzi ovunque e ricami e gonna ampia, ma comunque...) e senza indugi aveva chiesto quello. Ma quando la commessa le ha detto che c'era rimasto solo quello di prova - e quindi non in vendita - lei ha iniziato a piangere, la madre pure, i fratelli borbottavano, il padre rifletteva. E faceva bene: quell'abito costava "appena" 15mila dollari. Era un po' rovinato sul fondo, aveva un paio di pizzi stracciati ed era sicuramente da portare in lavanderia. Ma la quasi sposa e la madre erano irremovibili: è questo, diceva la figlia. E' il suo le faceva eco la madre. Il padre allora ha iniziato a trattare. Come al mercato: lo prendo a 10mila. E la commessa - nel frattempo si era radunato lo stato maggiore delle venditrici - che replicava: no, non è in vendita e comunque è poco. E allora lui che rilanciava e quella che rispondeva. Insomma, passa mezza puntata e la quasi sposa non se lo toglieva quell'abito. Era lì che piangeva e frignava con i genitori. La trattativa è andata avanti, sfibrante anche per me che ero sul divano. Alla fine, il vecchio greco l'ha spuntata: 12mila dollari e la figlia ha potuto pronunciare la famosa frase "Say yes to the dress!".

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